La Mola: il faro simbolo della storia di Formentera

Di Enza Petruzziello

 

È uno dei simboli di Formentera. La sua luce ha guidato navigatori e avventurieri, ispirando Julio Verne che qui ha ambientato un episodio del suo “Le avventure di Hector Servadac”.

La sua storia continua ad affascinare e attrarre migliaia di turisti. Stiamo parlando di sua maestà, il Faro de La Mola che svetta nel punto più alto dell’isola e da dove si possono apprezzare albe spettacolari.

Commissionato nel 1847, sotto il regno di Isabella II, bisognerà però aspettare il 1861, in particolare il 30 novembre, per vederlo entrare in funzione. Da allora il Faro è servito come riferimento per centinaia di navi che sono passate e che ancora passano sotto i suoi spettacolari 12 fasci di luce.

Un secolo dopo, questi stessi fasci continuano ad attrarre non solo le navi di passaggio sotto le scogliere di Formentera, ma anche migliaia di turisti che vengono ad osservare questo monumento, dichiarato un patrimonio di interesse culturale.

La storia del Faro di La Mola

La storia del faro di La Mola è anche la storia di Formentera e di circa 90 famiglie, guardiani del faro prima e tecnici in segnali luminosi oggi. Con l’arrivo dei sistemi di automazione e dopo il controllo a distanza, i guardiani del faro, come erano stati intesi nel secolo scorso, stanno scomparendo e non vivono più nei fari. Per volere del governo locale, infatti, questo spazio sarà trasformato in un centro culturale con il nome di “Faro de la Mola”.

L’ultimo guardiano del faro di Formentera è stato Javier Pérez de Arévalo, che nel 2001, insieme alla moglie Kole Seoane, ha pubblicato “Far de Formentera”, un libro in cui si racconta la storia del faro Mola dalla sua costruzione ai nostri giorni.

Attualmente, Pérez de Arévalo è un tecnico del sistema di ausili alla navigazione. Si occupa della manutenzione di tutti i fari, compresi quelli di Maiorca. Ha vissuto nel faro di La Mola tra il 1989 e il 2001.

Ricorda di come il Faro abbia giocato un ruolo molto importante, soprattutto al momento della sua costruzione. Riconosce, inoltre, che al momento, dal punto di vista degli aiuti alla navigazione, questo faro è importante, sebbene l’antica dipendenza dei navigatori dai fari sia stata attenuata, soprattutto, per l’avvento del GPS.

Dal punto di vista patrimoniale, il faro ha ovviamente un valore eccezionale. L’ultimo guardiano del faro lo descrive con passione: «Stiamo parlando di una costruzione unica che mantiene l’unica lanterna delle Baleari del 1861, ed è anche l’unico faro delle Isole Baleari che ha un’ottica di dodici fasci di luci, che lo trasforma in un luminoso spettacolo notturno per i turisti».

ESCURSIONI A FORMENTERA

fari formentera

L’evoluzione del faro

Attualmente, tutti i segnali luminosi sono monitorati tramite telecomando. Nel caso del faro di La Mola, questo sistema è stato implementato nel 2002. Non è sempre stato così, ovviamente.

La manutenzione del faro di La Mola si è evoluta nel corso dei secoli in termini di fonte di energia. All’inizio si trattava di “olio extravergine d’oliva” che veniva usato per generare luce. Tenendo conto che doveva essere acceso per una media di dodici ore al giorno, rappresentava un importante consumo giornaliero. Con questo tipo di carburante ha funzionato dalla sua inaugurazione fino al 1883.

Poi venne la paraffina della Scozia, che fu portata da Glasgow, e fu usata fino al 1901, quando arrivò il petrolio. Questo combustibile fu quello che alimentò l’installazione fino all’arrivo della luce elettrica nel 1971.

90 guardiani per un Faro

Il faro di La Mola ha rappresentato molto di più da quando sono venuti a vivere e lavorare in tempi diversi fino al 2001, circa 90 famiglie. L’ultima fu quella di Javier Pérez de Arévalo, che arrivò nel 1989 e che, insieme alla sua famiglia, fu l’ultimo a vivere in questo edificio. Il tecnico dei segnali luminosi ricorda: «Nel faro di La Mola, in tutta la sua storia, sono passati 90 guardiani con le loro famiglie. All’inizio c’erano tre guardiani che vivevano nel faro e talvolta i rapporti tra le famiglie, all’interno del faro, erano molto complicati».

Il faro di La Mola, nel suo periodo iniziale, una volta alla settimana riceveva corrispondenza e rifornimenti, che arrivavano via mare a Cala Codolar, da dove saliva un sentiero aperto apposta sulla scogliera per raggiungere il faro.

Il futuro del Faro

Il Consell de Formentera, dopo un accordo con l’Autorità Portuale delle Isole Baleari (APB), aprirà presto il centro culturale “Faro de la Mola”, che occuperà le vecchie case dei guardiani del faro.

Il contenuto che i visitatori potranno apprezzare in questo centro avrà a che fare con la sua storia, che sarà raccontata attraverso dei pannelli informativi, oggetti relativi al faro e video con testimonianze dirette dei guardiani del faro che hanno vissuto lì per anni.

Un’altra sezione sarà dedicata al rapporto tra l’uomo e il mare. Il trasporto e la pesca saranno alcuni dei temi, con l’esposizione di oggetti e pezzi correlati della collezione etnografica, acquisita dal Consell. Un altro spazio sarà dedicato alle mostre temporanee e all’esterno per la concerti e attività all’aperto.

Il centro sarà aperto tutto l’anno e sarà gestito direttamente dal Consell de Formentera. Ciò richiederà l’assunzione di personale di assistenza ai clienti e di esperti del Patrimonio. Per quanto riguarda l’apertura giornaliera, è previsto che tra maggio e ottobre il Faro sarà aperto tutti i giorni della settimana, in orari continui, e in inverno sarà aperto alcuni giorni a settimana, a seconda della richiesta di visite. Il costo del restauro ha raggiunto quasi 800.000 euro e il progetto museale ammonta a circa 180.000 euro, con fondi del Consell de Formentera.

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