Dalla giurisprudenza alla ristorazione: la storia di Giovanni

Giovanni Schiavone ha 50 anni ed è un napoletano d.o.c., ma oramai trascorre solo 5 mesi all’anno nella sua amata città. I mesi restanti vive a Formentera dove ha deciso di dedicarsi alla ristorazione, aprendo Quartieri Spagnoli.

Fino a poco tempo fa faceva l’avvocato, come mai ha scelto di “mollare tutto” e trasferirsi a Formentera?
Ho esercitato la professione forense per ben trenta anni nella mia città natale e nel 2012 decisi di cambiare radicalmente vita. A dir il vero questa era una decisione che già stavo maturando da tempo, poi quando conobbi la splendida isola di Formentera il cerchio si chiuse, e capii che quello era il luogo dove potevo mettere a frutto la mia passione per la enogastronomia. Fu così che decisi di realizzare una pizzeria napoletana proponendo, nel contempo, alcuni piatti della tradizione del sud Italia utilizzando alcuni prodotti di nicchia come la nduja di Spilinga, il peperoncino calabrese, la cipolla di Tropea ecc…..

Oltre a cambiare vita ha cambiato anche lavoro, dalla giurisprudenza al campo della ristorazione. Ha incontrato delle difficoltà inizialmente?
Certo non posso negare di aver incontrato, nella fase iniziale, alcuni problemi dettati dal fatto che intraprendevo un’ attività per me del tutto nuova e per di più in terra straniera, sicuramente è stata una grande scommessa ma la passione è stata uno stimolo così forte da farmi superare tutto con grande slancio.

L’isola di Formentera come accoglie i nuovi arrivati? E’ un’isola ospitale, o si fa fatica ad inserirsi? Non le manca mai la sua vecchia vita?
Ciò che ha contribuito a rendere tutto più semplice è l’aver trovato un contesto molto gradevole e accogliente che mi ha permesso di inserirmi in breve tempo e di non avvertire alcuna nostalgia per la mia vecchia vita, se non per la mia famiglia.

Dal punto di vista burocratico, per aprire un’attività sull’isola che cosa bisogna fare ?
Per quel che riguarda l’aspetto meramente burocratico se penso all’Italia mi vien da sorridere. E’ stato tutto molto semplice, una volta individuato il locale e stipulato il contratto di fitto comprensivo della relativa licenza, aspetto questo molto importante in quanto ottenerne una nuova non è semplice, con una comunicazione al Comune ho effettuato le opere necessarie e nel giro di poco più di due mesi ho iniziato l’attività. Quello che è importante è fare tutto nel rispetto delle regole, così facendo ti fanno lavorare senza essere invadenti ed opprimenti.

E’ un’isola costosa per chi ci vive?
Io sull’isola ci vivo sette mesi all’anno e posso dire che la vita oggettivamente è cara, ma ciò dipende dal fatto che qualsiasi opera si debba realizzare o qualsiasi prodotto ci si debba procurare vi è una grossa incidenza rappresentata dalla logistica. Questo è lo scotto necessario da pagare se si vuole vivere in un posto che, a mio parere, rappresenta un unicum nel Mediterraneo.

A cura di Mary Marchesano